«Il fascismo è l'autobiografia della nazione.»

— Piero Gobetti, La Rivoluzione Liberale, 1924

Approfondimenti storici

Conoscere il fascismo
per non ripeterlo

Il fascismo non è storia lontana: i suoi simboli compaiono ancora oggi negli spazi pubblici, i suoi eredi siedono nei parlamenti, i suoi miti vengono celebrati nei locali che segnaliamo su questa mappa. La memoria storica è il primo strumento di resistenza.

8.500+

ebrei italiani deportati

<1.000

sopravvissuti al ritorno

100.000+

morti nelle colonie italiane

1938

anno delle Leggi Razziali

Origini

Cos'è il fascismo

Il fascismo è un movimento politico totalitario nato in Italia nel 1919 con Benito Mussolini. Fondato su nazionalismo estremo, autoritarismo, violenza politica e culto del capo, il regime fascista governò l'Italia dal 1922 al 1943. Represse ogni forma di opposizione, abolì la democrazia, perseguitò i dissidenti e portò l'Italia nella Seconda Guerra Mondiale al fianco della Germania nazista.

Il 28 aprile 1945, Mussolini fu catturato e fucilato dai partigiani a Dongo. Il giorno seguente, il suo cadavere fu esposto a Piazzale Loreto a Milano — lo stesso luogo dove i fascisti avevano esposto i corpi di quindici partigiani uccisi.

Crimini

Le persecuzioni razziali

Nel 1938 il regime fascista promulgò le Leggi Razziali, ispirate alle leggi naziste di Norimberga. Migliaia di cittadini ebrei italiani furono privati dei diritti civili, espulsi dalle scuole, dalle università e dai luoghi di lavoro. Con l'occupazione nazista del 1943, oltre 8.500 ebrei italiani furono deportati nei campi di sterminio. Meno di 1.000 tornarono.

Il 16 ottobre 1943, le SS rastrellarono il Ghetto di Roma: 1.259 persone — tra cui 200 bambini — furono caricate sui treni verso Auschwitz. Solo 16 sopravvissero.

Detenuti morti nel campo di concentramento italiano di Rab
Campo di concentramento di Rab (isola di Arbe) — 1942–1943. Corpi di detenuti civili sloveni e croati nel campo italiano. In questo campo morirono di fame, malattia e violenza circa 1.500 internati su 15.000. Foto: dominio pubblico / Wikimedia Commons

Africa e Balcani

I crimini coloniali e di guerra

Il colonialismo fascista in Africa fu caratterizzato da crimini di guerra sistematici. In Etiopia (1935–1936) l'esercito italiano usò gas tossici vietati dalla Convenzione di Ginevra e massacrò la popolazione civile. In Libia, la repressione della resistenza causò la morte di oltre 100.000 persone. Il leader della resistenza Omar Mukhtar fu impiccato pubblicamente nel 1931 davanti alla sua gente.

Nei Balcani, durante la Seconda Guerra Mondiale, le truppe italiane bruciarono interi villaggi, fucilarono ostaggi civili e gestirono campi di concentramento per sloveni e croati. Il generale Mario Roatta — soprannominato «la Bestia» — fu responsabile di stragi di massa.

L'esecuzione di Omar Mukhtar, leader della resistenza libica, 16 settembre 1931
Libia, 16 settembre 1931. L'esecuzione pubblica di Omar Mukhtar, il «Leone del Deserto», leader della resistenza libica contro l'occupazione italiana. Fu impiccato davanti a 20.000 prigionieri libici radunati appositamente per assistere alla sua morte. Foto: dominio pubblico / Wikimedia Commons
Soldati italiani fucilano ostaggi civili sloveni nel villaggio di Dane
Slovenia, 1942. Soldati italiani fucilano ostaggi civili del villaggio di Dane (Loška dolina). Le rappresaglie contro la popolazione civile erano sistematiche: per ogni militare italiano ucciso, i comandi fascisti ordinavano l'esecuzione di decine di civili. Foto: dominio pubblico / Wikimedia Commons

Oggi

Il neofascismo in Italia

Il fascismo non è morto con Piazzale Loreto. In Italia operano ancora oggi movimenti apertamente neofascisti: CasaPound, Forza Nuova, Lealtà Azione. Nell'ottobre 2021, militanti di Forza Nuova hanno assaltato la sede nazionale della CGIL a Roma. I responsabili sono stati condannati, ma il movimento non è stato sciolto.

La cosiddetta «normalizzazione»: saluti romani alle commemorazioni, gagliardetti nelle piazze, cimeli esposti nei locali pubblici. Ogni simbolo tollerato è un passo verso la legittimazione. In Italia l'apologia del fascismo è reato (Legge Mancino, 1993), ma l'esposizione di simboli è spesso ignorata dalle autorità.

Segnalare e documentare questi casi — come fa questa mappa — è un atto di memoria civile e di resistenza culturale. Non è una questione di partiti: è una questione di civiltà.

Cosa puoi fare

  • Segnala cimeli fascisti su questa mappa: ogni documentazione conta.
  • Non frequentare e non spendere soldi nei locali che li espongono.
  • Parla con chi gestisce il locale: spesso ignorano il significato storico.
  • Segnala all'ANPI locale o alle autorità i casi più gravi.

I contenuti sono basati su fonti storiche documentate. Le immagini sono di dominio pubblico (Wikimedia Commons).